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Il Palio di Siena

Di qui Messere
Si domina la valle
Ciò che si vede è,
e se l’imago è scarna
al vostro occhio
scendiamo a rimirarla
da più in basso
e planeremo in un galoppo alato
nel cratere ove gorgoglia il tempo.
(da R.I.P. del Banco del Mutuo Soccorso)

Giunge Allegrezza con letizia e festa,
tutta fiorita che pare un rosaio;
di lin, di seta, di drappo e di vaio
allor li porta bellissima vesta,
vetta, cappuccio con ghirlanda in testa,
e sí adorno l'ha che pare un maio;
con tanta gente che trema il solaio;
allor sí face l'opra manifesta.

E ritto l'ha in calze ed in pianelle,
borsa, cintura inorata d'argento,
che stanno sotto la leggiadra pelle;
cantar, sonando ciascuno stormento,
mostrando lui a donne ed a donzelle
e quanti sono a questo assembramento.
(Folgòre da San Gimignano)

« Dalla torre cade un suono di bronzo:
la sfilata prosegue fra tamburi che ribattono
a gloria di contrade....
...e lo stupore che invade la conchiglia del Campo... »
(da "Il Palio" di E. Montale)

Il Palio
E' una festa a metà strada tra mito e rito religioso, nasce ufficialmente nel 1656 per i festeggiamenti della Madonna rivelata, nella ricorrenza del miracolo della Madonna di Provenzano.
La tradizione narra che il 2 luglio 1594 un soldato mediceo sparò con il suo archibugio ad una statuetta della Madonna posta in un tabernacolo. La palla raggiunse il busto di terracotta frantumandolo e nello stesso istante l'archibugio scoppiò uccidendo il vandalo. L'evento fu interpretato come la conferma della protezione della Vergine alla città. Iniziarono i pellegrinaggi e in quel luogo venne eretto un tempio.
Dal 1656 la tradizione della corsa del Palio si è consolidata ripetendosi ogni anno con un rito quasi immutato.
Nel 1689 la contrada dell'Istrice che aveva vinto la corsa fece ricorrere il Palio in segno di festa. Dodici anni dopo l'iniziativa fu ripetuta dall'Oca che per festeggiare la vittoria del 2 luglio organizzò un Palio per il 16 di agosto. Da allora accanto al "Palio alla tonda" del 2 luglio si tiene anche un "Palio alla lunga" il 16 agosto in onore dell'Assunta.
Piazza del Campo, cuore della città, è l'anfiteatro della spettacolare cerimonia. La Piazza principale di Siena fa da cornice ad una corsa dei cavalli più vicina ad una battaglia che ad una gara sportiva. Una battaglia in cui la sorte (i cavalli vengono assegnati con sorteggio) ha un ruolo decisivo, ma dove contano anche furbizia, inganni, patti segreti.
Nella pista di colore giallo si consuma l'attesa di un anno, le speranze, le rivalse, persino gli odi tra le 17 contrade che si dividono il territorio comunale e sono dei piccoli stati all'interno del Comune. (www.rai.international.it)

Il corteo storico
Il corteo storico, o passeggiata storica come viene definita a Siena, è la sfilata in costume che precede la corsa del Palio (il 2 luglio e il 16 agosto di ogni anno, salvo Carriere straordinarie).
Fin dalle origini delle feste senesi, il corteo storico precede la corsa del Palio sotto forma di solenne coreografia civica, storica e trionfale. Nella sua forma odierna è una raffigurazione commemorativa delle istituzioni, dei costumi e della grandezza dell'antica Repubblica Senese, con speciale riguardo per le Contrade, che ne formano la parte principale con i loro gruppi di monturati detti comparse. Il corteo storico che oggi sfila in Piazza del Campo comprende 14 gruppi per un totale di quasi settecento figuranti.
Nel primo pomeriggio del giorno del Palio le comparse delle Contrade e parte dei monturati del Comune si radunano nel cortile del Palazzo di Giustizia e, agli ordini del Maestro di Campo, si allineano in Piazza del Duomo a fianco della Cattedrale sfilando poi tra due fitte ali di folla per Via del Capitano, Piazza Postierla, Via San Pietro, Via del Casato di Sopra e Via del Casato di Sotto ove raggiungono altri figuranti del Comune.
Il corteo storico entra in Piazza del Campo al primo rintocco di "Sunto", il campanone sulla Torre del Mangia.

Ora si fa un donzello cavalieri;
e' vuolsi far novellamente degno,
e pon sue terre e sue castell'a pegno
per ben fornirsi di ciò ch'è mistieri:
annona, pane e vin dà a' forestieri,
manze, pernici e cappon per ingegno;
donzelli e servidori a dritto segno,
camere e letta, cerotti e doppieri
ce pens'a molti affrenati cavagli,
armeggiatori e bella compagnia,
aste, bandiere, coverte e sonagli;
ed istormenti con gran baronia,
e giucolar per la terra guidàgli,
donne e donzelle per ciascuna via.
(Folgòre da San Gimignano)






Composizione del corteo
Aprono la sfilata 3 Mazzieri.
Segue a cavallo il vessillifero recante la "Balzana", insegna di Siena scortata da 4 comandatori.
Avanzano poi i musici di Palazzo, preceduti dai tamburi e dalle chiarine d'argento che scandiscono il ritmo del Corteo.
A questi fanno seguito le insegne di città, potesterie, terre e castelli dell'antico Stato Senese che precedono i cessilliferi e le rispettive scorte del Comune di Massa Marittima e del Comune di Montalcino per storico privilegio.
Sfila quindi il Capitano del Popolo a cavallo con palafreniere, preceduto dal vessillifero, da 3 paggi recanti daga, elmo e spada, seguito dai 3 gonfalonieri dei Terzi a cavallo e da 3 centurioni delle Masse dei Terzi, anch'essi a cavallo, tutti accompagnati dai palafrenieri.
Nel gruppo successivo è rappresentato lo Studio Senese di cui fanno parte 2 tamburini, un vessillifero, un Rettore, 4 docenti e 4 studenti.
Vengono poi il vessillifero e i 3 Magistrati della Mercanzia preceduti da 2 tamburini cui seguono 6 rappresentanti di ciascuna Contrada preceduti dal vessillifero che inalbera l'insegna di ogni Contrada:
Ligrittieri (Valdimontone), Speziali (Pantera), Maestri di pietra (Tartuca), Tessitori (Selva), Tintori (Oca), Banchieri (Drago), Vasai (Nicchio), Orafi (Leocorno), Notai (Aquila), Setaioli (Bruco), Calzolai (Civetta), Battilana (Torre), Pittori (Giraffa), Falegnami (Onda), Fornai,(Lupa), Cuoiai (Chiocciola), Fabbri (Istrice).
A questo punto avanza un paggio che reca il "Masgalano" (premio per la miglior "comparsa") con due paggi di scorta.

Sfilano le dieci Contrade partecipanti alla corsa. Ciascuna comparsa è così composta: un tamburino, due alfieri, il "Duce" scortato da due uomini d'arme, il paggio maggiore porta-insegna della Contrada con ai lati due paggi recanti i vessilli delle compagnie militari. Sopra un grosso cavallo da parata (detto "soprallasso") condotto a mano da un palafreniere, è il fantino in tenuta di gala; segue il cavallo da corsa o "barbero" condotto dal barbaresco. Le Contrade che partecipano al Palio entrano nell'ordine stabilito dal sorteggio.
Una doppia fila di 6 paggetti recanti i simbolici festoni di alloro forma la divisione con le Contrade escluse da questo Palio.
Le comparse delle 7 Contrade non partecipanti sono formate dai seguenti elementi: il tamburino, due alfieri, un duce scortato da 2 uomini d'arme, paggio Maggiore porta-insegna con 2 paggi recanti i vessilli delle antiche compagnie militari.
Seguono quindi 6 cavalieri palafrenieri, rappresentanti le Contrade non più esistenti (Gallo, Leone, Orso, Quercia, Spadaforte, Vipera).
Vengono quindi 20 balestrieri preceduti da un paggio porta-bandiera, dal capitano, da 2 tamburini e da 4 pavesari.
Segue a questi il Capitano di Giustizia a cavallo con palafreniere scortato da 4 fanti armati di roncone.
Il Corteo è chiuso dal Carroccio trainato da 4 buoi. Sul Carroccio prendono posto i 4 di Balìa, un inserviente porta-Palio, un valletto che suona la "martinella" e 6 trombetti.
Il carroccio è scortato da 8 fanti armati di roncone ed è seguito da 6 cavalieri rappresentanti altrettante antiche famiglie nobili di Siena: Pannocchieschi d'Elci, Piccolomini, Salimbeni, Salvani, Tolomei, Ugurgieri.
Il Corteo Storico termina con 6 paggi recanti un festone d'alloro.






















Contrada, ci vien fatto di pensare, è davvero insostituibile e la pregnanza assunta a Siena allude immediatamente al risentimento di uno spicchio dell'organismo urbano opposto ad un altro che gli sta di fronte, quasi registrasse un'esplicita voglia di agonismo, di focoso contrasto. Contrada da contro, forse. Contrada come confluenza di strade che s'intrecciano a formare un luogo.

Si trovi un ricovero alle macchine invadenti ed estranee. Si tolga troppa segnaletica sovrabbondante che deforma e interrompe, banalizza e ripete inutilmente. I progetti per i quali ci battiamo non portano alla restaurazione di un passato che non potrà più rivivere. Semmai vorrebbero dare al futuro il sapore discreto di una civiltà o, se si preferisce, di una cultura che non ci rassegniamo a dichiarar morta. E che è, fieramente, cultura della città, di ogni sua piega, dei suoi angoli meno noti, dell'arrovellato e sinuoso gheriglio del suo imprevedibile annodarsi e aprirsi.




Guidoriccio da Fogliano


"Tra le cose più ridicole e meravigliose che si vedono, è che una villanella d'anni 14 incirca ha da far correre un bàrbaro: e vi sta sopra con tanta sicurtà e leggiadrìa che è cosa da non credere. Né mai cavalca che non abbia seco un numero infinito di persone, così ben si accomoda a quell'atto del cavalcare; tanto che pare che l'altre donne gli portino invidia e che alcune disegnino d'apprendere quell'arte, vedendo che il cavalcare bene è buon mezzo per acquistarsi la grazia degli homini. Ha cominciato questa giovinetta a esercitarsi nel corso: e l'altro giorno, perché il cavallo sboccato dando a traverso saltò certe travi non senza manifesto pericolo di rompersi il collo ella non si smarrì punto, né fece segno di cadere, ma con molta arte e destrezza lo corresse e ritenne. A tale che a molti diede meraviglia e da credere qualcosa della Cuccagna, poiché le donne cominciano a fare, li esercizi degli uomini."
È noto che in quel tempo erano le singole Contrade ad organizzare i Palii e che le Consorelle rendevano omaggio alla Contrada organizzatrice per lo sforzo, anche economico, sostenuto nell'organizzazione della Festa cittadina.




Ispirandovi alla citazione di Shakespeare, proponete elaborati grafici a tema. Tag di partecipazione a tutti i partecipanti, premi agli elaborati più accurati. Buon divertimento! Staff di Rosso Grafica [redazione di Rosso Venexiano]
Una versione inedita (che fu censurata) de "La canzone del maggio" , sapori di altri tempi in cui la politica aveva la P maiuscola.



Grafica e testo di Paolo Sprega, foto di Paolo Rafficoni
Una foto.....la foto diventa lavagna....poche frasi scritte col gesso....aritmia....

scritto da: numeriprimi *
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